Le attività del turista Culturale
cultura materiale (città d'arte, siti archeologici, musei)
Gerace e il Medioevo. Un binomio che significa tutto, perché lungo le strade di questo piccolo centro di poco più di duemila abitanti in provincia di Reggio Calabria, annoverato fra i “Borghi più belli d’Italia”, è un continuum di monumenti e palazzi che con i loro impianti e dettagli architettonici riportano indietro nel tempo, passando dalla datazione incerta ma sicuramente di epoca normanna del Duomo, alias la Basilica concattedrale di Santa Maria Assunta, a quella di dimore nobiliari come Palazzo Grimaldi-Serra, Palazzo Candida e Palazzo De Balzo, in un excursus che va dal XII secolo in poi. Appena fuori l’abitato, nel quartiere denominato Castello – cui se ne aggiungono altri quattro, Città Alta, Borghetto, Borgo Maggiore e Piana – sono stati praticati scavi archeologici che fanno pensare a una prima costruzione del fortilizio nel VII secolo, seguita da modifiche apportate dai Normanni dopo il 1050, fino a crollare quasi del tutto a causa dei numerosi terremoti. Ciò che resta ha però mantenuto una sua dignità e imponenza, e dall’alto dei suoi 500 metri, la zona Castello è un belvedere naturale sulla costa ionica della Calabria.
Gerace, insomma, è una continua scoperta, che prosegue poi con gli itinerari escursionistici nel Parco Nazionale dell’Aspromonte in cui è immerso il borgo.
Le attività del turista Enogastronomico
Enogastronomia
Lungo la Riviera dei Gelsomini, compresa nei 90 km che separano Riace e Locri, in provincia di Reggio Calabria, si distendono filari di vini DOP e IGT, valorizzati in Italia come all’estero da Slow Food e dalle iniziative della sua Fondazione. il passito DOC Greco di Bianco, il Bivongi, la più giovane DOC della Regione, riconosciuta nel 1996, disponibile nelle versioni bianco, rosso e rosato e creato da un blend di uve di Gaglioppo, Greco Nero, Nocera e Calabrese, e il Locride IGT, basato da un mix che può comprendere numerosi vitigni, fra cui Aglianico, Ansonica, Guarnaccia, Malvasia nera di Brindisi, Nerello Mascalese e Trebbiano Toscano. Nella stessa zona, viene prodotto un Presidio Slow Food, annoverato anche fra i PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) simbolo della ricca produzione casearia della Calabria, il Caciocavallo di Ciminà, formaggio semiduro a pasta filata realizzato con latte di vacca e capra e caglio naturale di capretto.
Le attività del turista Naturalistico
trekking
Il viaggio alla scoperta della costa jonica della Calabria inizia da una tappa decisamente suggestiva: la Chiesa di Santa Maria de’ Tridetti, a pochi chilometri da Staiti, in provincia di Reggio Calabria. La facciata e i muri esterni sono erosi, come fossero stati spogliati del loro abito. Ciò ha fatto pensare che facesse parte di un convento ormai scomparso. In effetti, si sa ben poco di questo edificio, di cui rimane tuttora incerta anche la datazione. Ma tant’è… spingersi in questa vallata verdissima e silenziosa è un buon inizio.
Lungo la vallata percorsa dalla fiumara dello Stilaro, ci si imbatte nelle cascate del Marmarico e poi nel borgo di Bivongi, noto per l’omonimo vino Doc. Dal profano si torna al sacro con la tappa segnata dall’antico Monastero Ortodosso di San Giovanni Therestis, e poi con quella del borgo medievale di Placanica, meta di pellegrinaggi per il Santuario della Madonna dello Scoglio nella frazione di Santa Domenica.
Le attività del turista Sportivo
trekking
Il viaggio alla scoperta della costa jonica della Calabria inizia da una tappa decisamente suggestiva: la Chiesa di Santa Maria de’ Tridetti, a pochi chilometri da Staiti, in provincia di Reggio Calabria. La facciata e i muri esterni sono erosi, come fossero stati spogliati del loro abito. Ciò ha fatto pensare che facesse parte di un convento ormai scomparso. In effetti, si sa ben poco di questo edificio, di cui rimane tuttora incerta anche la datazione. Ma tant’è… spingersi in questa vallata verdissima e silenziosa è un buon inizio.
Lungo la vallata percorsa dalla fiumara dello Stilaro, ci si imbatte nelle cascate del Marmarico e poi nel borgo di Bivongi, noto per l’omonimo vino Doc. Dal profano si torna al sacro con la tappa segnata dall’antico Monastero Ortodosso di San Giovanni Therestis, e poi con quella del borgo medievale di Placanica, meta di pellegrinaggi per il Santuario della Madonna dello Scoglio nella frazione di Santa Domenica.