Davanti le acque limpide del Golfo di Manfredonia, alle spalle il Parco Nazionale del Gargano. Non c’è che dire, la Marina del Gargano – Porto Turistico di Manfredonia ha una posizione più che strategica sulle rotte turistico-commerciali dell’Adriatico e del Mediterraneo – e questo sin dai tempi dei Dauni, seguiti poi da greci e romani – vantando anche una sicurezza meteomarina e un pescaggio che lo rendono un attracco perfetto per imbarcazioni di ogni genere. La sua importanza fu tale che a metà dell’800 fu valutato persino un collegamento via ferrovia con Napoli, per agevolare il trasporto delle merci verso l’Oriente. Dei due moli, quello di Ponente ospita 700 posti barca per un pescaggio fino a 6,5 metri, adatti a super yacht di 50 metri di lunghezza.
Anche chi non è diportista o in transito per prendere i traghetti che portano alle Isole Tremiti può però usufruire dei molti servizi leisure della Marina del Gargano, fra ristoranti, negozi e locali aperti a qualsiasi ora del giorno.
Provience: Foggia
Castello di Manfredonia
Per ammirare il Castello di Manfredonia in tutta la sua complessità e bellezza servirebbe sorvolarlo in aliante, in silenzio, per immaginare come doveva essere la vita nel Medioevo, quando in questo anfratto della costa pugliese sbarcavano mercanti e soldati in viaggio verso l’Oriente. Se oggi il maniero si presenta proteso verso il mare e circondato su tre lati dalla città, un tempo era isolato e difeso da un profondo fossato che ne lambiva le mura e i torrioni, tre tondi e uno pentagonale a ovest, detto dell’Annunziata.
Una struttura architettonica duecentesca imponente e severa, che richiama i canoni costruttivi degli Svevi – a fondarlo fu Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II, da cui deriva il nome stesso della città -, non senza sovrapposizioni di influenze angioine e aragonesi, fino a quel 1620 che lo vide capitolare all’arrivo dei turchi. Con l’acquisto nel 1901 da parte del Comune e poi il passaggio allo Stato nel 1968, il Castello di Manfredonia è diventato sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano, offrendo un prezioso excursus storico-artistico dal tempo della dominazione dei Dauni nell’area del Gargano e del Tavoliere fino all’età rinascimentale.
Fortezza Svevo-Angioina di Lucera
Capanne neolitiche, resti del periodo romano, paleocristiano, svevo e angioino. Passeggiare sul Colle Albano di Lucera, in provincia di Foggia, è come leggere un libro di storia. A ogni strato corrisponde una civiltà, in un susseguirsi di emergenze archeologiche e architettoniche che rendono prezioso questo lembo di Puglia. Fra i lasciti più importanti c’è di sicuro la Fortezza svevo-angioina di Lucera, detta anche Castello di Lucera, in una posizione strategica dominante sul Tavoliere di Puglia. La funzione originaria della fortezza doveva essere quella di ospitare il Palatium di Federico II, il palazzo imperiale del quale oggi purtroppo si possono ammirare soltanto alcuni resti, che a tratti ricordano la struttura ottagonale del celebre Castel del Monte ad Andria, altro capolavoro di ingegneria militare di epoca federiciana. Il Palatium, realizzato attorno al 1233, cinquant’anni più tardi veniva inglobato nella fortezza costruita in seguito all’assedio della città da parte di Carlo I d’Angiò, con una cinta muraria di circa 900 metri di perimetro, 13 torri quadrate, 2 bastioni pentagonali, 7 contrafforti e 2 torri cilindriche angolari, la Torre “della Leonessa” e la Torre “del Leone”.
All’interno delle mura, sfruttando anche materiali prelevati dalle costruzioni romane della zona, venne poi realizzata una vera e propria cittadella militare, con case, caserme, una cisterna e una chiesa gotica. Un microcosmo che, poco dopo, attorno al 1300, venne messo sotto assedio e distrutto, per poi rinascere nel XIX secolo grazie a importanti lavori di restauro ed essere dichiarato Monumento nazionale nel 1871.
Porto Turistico Marina di Rodi Garganico
Secondo la commissione internazionale di esperti dell’associazione PIANC – l’organizzazione mondiale che fornisce le linee guida per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture per la navigazione marittima e fluviale – grazie alla tipologia di servizi offerti, la Marina di Rodi Garganico, nel foggiano, è una delle strutture portuali più sostenibili al mondo. Realizzata nel 2009, ha 320 posti barca per unità fino a 80 metri, cui si aggiunge ogni genere di attività da cantieristica navale, per diportisti e non.
Ma non è tutto. Accanto alla Marina moderna, si possono ancora vedere i resti dell’antico scalo di epoca romana. Oggi come ieri, Rodi è infatti il punto di riferimento per tutti i marinai in rotta da e per Croazia, Grecia e Turchia, oltre che per le Isole Tremiti, adagiate proprio qui davanti e verso le quali si organizzano tour personalizzati. Oltre a godere di questa posizione favorevole allo sviluppo di commerci e rapporti verso l’esterno, il promontorio del Gargano alle sue spalle offre ottime alternative al turismo costiero, grazie a una natura rigogliosa e foriera di mille opportunità: montagna, laghi e foreste da esplorare a piedi o in MTB, facendo tappa in borghi storici uno più affascinante dell’altro. A fare della Marina di Rodi un punto di riferimento sono anche le tante attività culturali e di intrattenimento organizzate, come per esempio regate nazionali ed internazionali ed eventi settimanali.
Area Marina Protetta delle isole Tremiti
Realtà unica quella dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, localizzata a circa 12 miglia a Nord del promontorio del Gargano, frammentata in tre isole maggiori – San Domino, San Nicola e Caprara – un isolotto denominato Cretaccio cui si aggiunge Pianosa, la più romita dalla costa, a 30 miglia dalla Puglia continentale.
Un piccolo paradiso per appena 500 abitanti stanziali, che in estate diventano svariate migliaia grazie a un pubblico internazionale che ha imparato a conoscerne e apprezzarne le molte bellezze naturalistiche, racchiuse dentro 3 kmq di superficie e 20 km di perimetro costiero lambito da un mare fra i più belli e cristallini dell’Adriatico. Un patrimonio floro-faunistico che rimane intatto grazie alla creazione nel 1989 della Riserva Naturale marina Isole Tremiti. In più, una volta a terra, si scoprono tesori architettonici come l’Abbazia di Santa Maria a Mare, sull’Isola di San Nicola, monumento protoromanico datato al 1045 che assomma in sé elementi di cultura bizantina e mediterranea.
Lago di Lesina
Hanno acque salmastre i laghi di Lesina e di Varano e sono rispettivamente il 9° e il 7° lago più grande d’Italia, ma soprattutto, insieme formano il sistema lacuale più importante del mediterraneo meridionale, separato dal mare da dune di sabbia alte 5 metri, e il più ricco territorio di biodiversità della Puglia. Il contesto ambientale è quello della cosiddetta Capitanata, zona litoranea del Gargano, provincia di Foggia: il lago di Lesina è caratterizzato da bassi fondali e ospita su 25 kmq il più esteso e integro sistema di macchia mediterranea d’Italia. Ben diverso il paesaggio del lago di Varano, con fondali più profondi, attorniato da colline di tufo e falesie con insediamenti rupestri e vaste estensioni di uliveti storici. Da non trascurare anche un altro aspetto: le popolazioni residenti sono portatrici di una cultura materiale unica.
Fucacost e Cocce Priatorije
La carne e il pane arrostiti, il grano cotto con il mosto cotto e ancora patate, cipolle e castagne. A Orsara, nel cuore della Daunia, in provincia di Foggia, nella notte tra il 1° ed il 2 novembre il menu lo stabilisce un’antica tradizione legata alla festività dei morti, per certi aspetti simile ad Halloween, ma con delle tipicità che non lasciano dubbi sull’origine pugliese. Per le strade del borgo si accendono i “fuca cost”, i fuochi di rami di ginestra usati per purificarsi nell’attesa della “visita” delle anime dei cari defunti. Secondo la credenza popolare, infatti, i defunti, percorrendo le strade e i luoghi a loro familiari, si possono così riscaldare, guidati dalle zucche svuotate e intagliate a forma di testa (cocc priatorije), appese accanto all’ingresso delle case. Da qui l’usanza di allestire dei banchetti per festeggiare il ritorno dei defunti.
Marine di Puglia
Degli oltre ottomila chilometri di coste dell’Italia, la Puglia ne comprende ben 800. Un 10% di grande ricchezza e varietà di litorali, che vanno dalla Marina di Chieuti, lambita da una parte dal Molise e dall’altra dal Lago di Lesina, avamposto sul mare del Tavoliere delle Puglie, nel foggiano, fino alla Marina di Ginosa, affacciata sul Golfo di Taranto e confinante con la Basilicata.
Protesa verso il centro del Mediterraneo, la Puglia è la Regione geograficamente più a Oriente e quindi storicamente vocata a diventare un facile approdo, ieri come terra di conquista di popolazioni in cerca di nuove colonie e porti commerciali, oggi come destinazione turistica. Ad attirare su questi lidi diportisti di ogni genere, oltre alle bellezze naturalistiche costiere e a un sistema di Marine ben attrezzate per la nautica, sono anche i numerosi borghi e i centri storici di città affollati di vestigia antiche, capaci di raccontare il sovrapporsi delle culture più diverse. Da quei primi Apuli provenienti dalla penisola illirica, vale a dire le attuali Croazia e Albania, passando per le tribù di Iapigi, Dauni, Peucezi e Messapi, poi le profonde influenze greca e romana che per secoli ne hanno plasmato volto e tradizioni, fino ad arrivare alla sequenza di dominazioni di Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Asburgo e infine, dopo un breve periodo sotto la corona francese, nel 1816 ai Borboni, con la creazione del Regno delle Due Sicilie.
In questo crogiuolo di influssi ancora presenti ciascuno a suo modo vanno a inserirsi le molte regate di altura e le manifestazioni legate al mare e ai porti che animano il calendario degli eventi in Puglia. Occasioni preziose per scoprire arte, natura e tradizioni, lungo il periplo del “tacco d’Italia”.
Gargano
Gargano, dal greco Gargaros, “montagna di pietra” di matrice calcarea e morfologia carsica. La parte nord-orientale della provincia di Foggia si presenta proprio così, ispida, rocciosa, disseminata di grotte e doline, dove in un attimo la costa sprofonda nel blu.
Ampie spiagge sabbiose, ma anche alte e rocciose con falesie a strapiombo sul mare; lungo la costa garganica la natura è libera di esprimere tutta la sua ricchezza. Acque cristalline, suggestive grotte marine, archi e insenature naturali, baie e calette ghiaiose, e gli iconici faraglioni di Mattinata scolpiti dal vento.
La varietà del paesaggio è una delle caratteristiche salienti di questo territorio: i borghi costieri di Vieste, Peschici e Rodi Garganico sono un susseguirsi di viuzze, piazzette e balconi che si affacciano a picco sul mare con una vista magnifica sull’adriatico; i borghi montani di Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico conservano per molti tratti le caratteristiche antiche medioevali, con sali e scendi di scale, dove storia, cultura e religiosità si fondono in un unico insieme.
Percorrendo una dorsale di muretti a secco e uliveti secolari, ad attirare l’attenzione si ergono i trabucchi, a ricordare l’origine antica dell’economia locale, la pesca. Ora, queste tipiche “peschiere” di legno sono in gran parte riconvertite in ristoranti, dove la combinazione del blu del mare, del rosso dei tramonti, del bianco della roccia e del verde della macchia mediterranea regalano un’atmosfera mozzafiato.
Lo “sperone d’Italia” comprende anche il Parco Nazionale del Gargano, l’area più verde della Puglia, con al suo interno la Foresta Umbra, selva incontaminata di faggete vetuste, entrate a far parte del patrimonio UNESCO, e l’incontaminato Arcipelago delle Isole Tremiti, tutelato da una Riserva Naturale Marina, meta ideale per immersioni e snorkeling.
A mare e montagna si aggiungono anche i laghi. Nella parte nord ci sono quelli di Lesina e Varano, due lagune naturali separate dal mare da un sottile istmo di sabbia, coperto di pini ed eucalipti, largo circa due chilometri; a sud il lago Salso, oasi gestita dal WWF, habitat popolato da diverse specie di uccelli, hotspot per appassionati di trekking e birdwatching e semplici amanti dello spettacolo della natura.
Merita un cenno anche il volto storico di questa area del foggiano, che visse il suo periodo d’oro con l’arrivo dei Normanni e degli Svevi, grandi architetti di chiese, palazzi e castelli, seguiti poi da Angioini e Aragonesi. Tutta la zona ne è letteralmente disseminata, vedi il castello di Monte Sant’Angelo, di Peschici, di San Nicandro Garganico, di Vico del Gargano, di Vieste, e di Manfredonia che ospita anche un museo archeologico nazionale con preziosi reperti dell’antica Daunia, tra cui le famose stele daune.
Antichi vessilli di guerre di potere e prestigio che cedono il passo a suggestivi luoghi sacri millenari: il Santuario di Santa Maria delle Grazie e la Tomba di San Pio da Pietrelcina (San Giovanni Rotondo), i conventi francescani di San Matteo Apostolo e Santa Maria di Stignano (San Marco in Lamis), il Santuario di San Michele Arcangelo – patrimonio UNESCO – e l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano (Monte Sant’Angelo), l’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara e la Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto, con annesso parco archeologico (Manfredonia). Tutti luoghi situati lungo la Via Sacra Langobardorum, antesignana della Via Francigena.
Il Gargano è anche cultura e tradizioni che si concretizzano in eventi suggestivi tra i quali ricordiamo: il “Carnevale Dauno” di Manfredonia con le celebri sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati; il Carpino Folk Festival che attrae ogni anno migliaia di turisti in cerca delle proprie memorie; e “Suoni in Cava” ad Apricena, il jazz nelle suggestive cave di pietra.
Monti Dauni
Dal Promontorio del Gargano al Vulture, dal Subappennino al Golfo di Manfredonia, abbracciando l’intero Tavoliere delle Puglie. I confini della Daunia la iscrivono in un territorio di dolci colline, foreste di querce e faggete, distese di campi disseminati di paesini di pietra.
Tra i borghi dei Monti Dauni ne è un esempio Biccari, riconoscibile da lontano per la sua torre bizantina e per l’area naturale Lago Pescara – Monte Cornacchia – Borgo Cerasa che offre la possibilità di svolgere numerose attività all’aperto, tra cui percorrere sentieri che portano sulla vetta più alta della Puglia (1151 mt), percorrendo i centri di Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto e Roseto Valfortore, dove è possibile scorgere i resti di splendidi e antichi mulini ad acqua. Qui è presente, inoltre, l’unica comunità franco-provenzale dell’Italia Meridionale.
Nell’Appennino Dauno settentrionale si fa sosta ad Alberona, Volturino e Volturara Appula, immersi in una rigogliosa vegetazione e noti per l’ottima cucina locale, rustica e dai sapori decisi. E ancora, Motta Montecorvino con il campanile in stile gotico e Pietramontecorvino, dove nel cuore del centro storico sorge un bel palazzo ducale di origine normanna. Castelnuovo della Daunia è un ottimo centro termale, Casalvecchio di Puglia conserva il dialetto di una comunità albanese del XV sec., mentre nei pressi di Casalnuovo Monterotaro sorgono i ruderi del castello edificato intorno al IX secolo. Carlantino, Celenza Valfortore e San Marco la Catola, invece, si affacciano sul più grande lago artificiale d’Italia, l’invaso di Occhito, che segna il confine con il Molise.
Sul versante meridionale dei Monti Dauni, la tappa è Troia, contesa da Romani e Cartaginesi e conosciuta per la sua bella Cattedrale romanica sulla cui facciata principale è incastonato un rosone a undici raggi, unico al mondo. Origini antiche anche per Orsara di Puglia, che per tutto il XIII secolo ebbe nel Palazzo Baronale la sede principale dei Cavalieri dell’Ordine di Calatrava, mentre oggi nel periodo estivo è scenario del rinomato Orsara Jazz. Nelle vicinanze, la verdissima Panni, che deve forse il suo nome a Pan, dio delle montagne e dei boschi.
Vicino Bovino sorge il duecentesco Santuario di Santa Maria di Valleverde, mentre a Deliceto è presente un Castello a pianta quadrangolare che ricorda le stratificazioni storiche avvenute al passaggio di Normanni e Aragonesi. Maestoso il Convento di Santa Maria della Consolazione, dove vissero per lungo periodo Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Gerardo Maiella. Fra sacro e profano, proprio qui ai primi di agosto è organizzata ogni anno la giornata del maiale nero dei Monti Dauni, tra giochi, balli, tradizioni e musica popolare.
Sant’Agata di Puglia, dalla cima del suo colle, offre uno dei più bei panorami di tutta la Capitanata e per questo motivo viene definito la “loggia delle Puglie”. Buoni motivi di visita sono anche il castello, le molte chiese, i palazzi nobiliari, il Convento di Sant’Antonio e un antico frantoio del ‘500 situato all’interno di una grotta. Hanno un vago richiamo dolomitico i panorami che si godono invece dalla medievale Accadia, sul crinale del Monte Tre Titoli, specie in prossimità della Gola di Pietra di Punta, un insieme di rocce carsiche che precipitano per circa 150 mt. formando giochi d’acqua spettacolari. Al confine con l’Irpinia, Monteleone di Puglia e Anzano di Puglia danno il meglio di sé a tavola, con formaggi e caciocavalli dal sapore inconfondibile.
Posti a sud del sub-appennino si trovano i borghi di Rocchetta Sant’Antonio con la particolare torre del castello del XV secolo a forma di prua di nave, e Candela, dove è possibile ripercorrere le antiche stradine della transumanza. Ancora qualche chilometro ed ecco Ascoli Satriano, sede del Parco Archeologico dei Dauni e del Polo Museale, dove poter ammirare un tesoro di inestimabile valore artistico, storico, culturale e archeologico, ossia i Grifoni. Qui vicino risiede anche la Villa romana di Faragola, con i suoi preziosi marmi e mosaici, l’imponente impianto termale e la lussuosa cenatio, e con stratificazioni che coprono 14 secoli, dal IV a.C. fino al IX d.C.
Merita un approfondimento Lucera, definita “la porta dei Monti Dauni”, perla di rara bellezza per chiunque ami l’architettura. Nota per ospitare la Cattedrale dell’Assunta in stile gotico, la fortezza svevo-angioina e l’anfiteatro augusteo. La città ha origini antichissime, notevole è la presenza di reperti di epoche diverse: resti che vanno dall’età neolitica all’età del bronzo, testimonianze di epoca greca, dauna e reperti di epoca romana e di età moderna.