Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana

Lungo la Strada del Vino Monteregio che si sviluppa in provincia di Massa-Carrara, e quella dei Colli di Candia e di Lunigiana ci si può dedicare a degustazioni da raffinati gourmand, che spaziano ben oltre i vini DOP Candia dei Colli Apuani e Colli di Luni e IGP Val di Magra, contemplando anche pani speciali come la Marocca di Casola, Presidio Slow Food a base di farina di castagne, il Marocco di Montignoso con farina di mais e olive, e i pani originari dei borghi di Vinca, Po’ e Agnino ancora oggi cotti nel forno a legna. Aprire un pranzo in Toscana significa spesso iniziare con crostini farciti con fegatini oppure con formaggi e salumi locali. Fra questi c’è il lardo di Colonnata IGP, da accompagnare anche con dell’ottimo miele della Lunigiana DOP. In un territorio dedicato all’agricoltura, si combina perfettamente un soggiorno in un’azienda ricettiva country, in un range che va dal rustico allo chic, più o meno Tuscan style, magari con annessa cantina per degustare vino e olio extravergine d’oliva.

Entrambi questi prodotti di eccellenza sono ottimi per accompagnare le ricette tipiche di questa parte di Toscana: testaroli al pesto, torta d’erbi, bomba di riso, pappardelle al sugo di lepre, frittini alla Lunigiana e, per finire, l’onnipresente castagnaccio.

Castello Malaspina

Massa è un toponimo che in passato alludeva semplicemente a un’ “estesa proprietà fondiaria”. Quindi, la città toscana nei secoli mutò il suo nome a seconda di chi deteneva il potere in quel momento: Massa Lunense, quando fu di proprietà del vescovo di Luni, Massa del Marchese quando divenne terra dei Malaspina, e ancora Massa Cyba, dal nome dei loro successori, e infine Massa Ducale, nel momento dell’ammissione al Ducato di Modena.

Simbolo di Massa è il Castello Malaspina, imponente fortezza attualmente in fase di restauro, ma comunque aperto al pubblico, di cui si possono visitare i cortili, il mastino e i saloni del palazzo rinascimentale allestiti con mobili d’epoca parzialmente originali. Il progetto in fieri è quello di Si realizzare al suo interno un museo con reperti archeologici rinvenuti nella zona e datati dal Paleolitico all’età romana, oltre ai calchi delle celebri statue-stele della Lunigiana.

Costa Apuana

La Costa Apuana si estende da Nord, dal promontorio di Capo Corvo, che pone fine alla Riviera Ligure, a Sud Cinquale, ultimo paese della provincia di Massa e Carrara prima della Versilia, già in provincia di Lucca. Un panorama unico, chiuso in appena 20 chilometri, fra il fiume Magra e il fiume Versilia, orlato di sabbia punteggiata quasi ininterrottamente da ombrelloni e, soprattutto, capannine, le iconiche “tende” da spiaggia che richiamano subito questo tratto di costa toscana. Così come i molti cantieri della nautica da diporto, specie di lusso, di cui la zona è patria rinomata a livello internazionale. Nautica da esportazione che va di pari passo a quella locale, grazie a numerosi centri nautici riforniti di tutto punto per la pratica di sport come vela, windsurf, kite, canoa. Fino alla crocieristica, che fa scalo nel vicino porto di Carrara.

Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano

Un Appennino facile in tutte le stagioni e per ogni tipo di turista… Si può passeggiare, camminare, fare trekking, arrampicare, andare in bicicletta, a cavallo, sciare, ciaspolare, ecc.
Le montagne sono dolci, si visita più per ritrovarsi che per mettersi alla prova.
E’ un Appennino vicino a grandi città come Bologna, Firenze, Genova e Milano, ma che mantiene intatto un cuore autentico e selvaggio.
Il parco è dotato di 2 sedi e 4 centri visita dove si possono ricevere informazioni per godere pienamente di questo territorio.
Un punto di forza dell’intera area sono sicuramente i prodotti tipici e la gastronomia che possono ulteriormente allietare la visita.

Cave di marmo

Man mano che ci si avvicina a Carrara, il bianco nitido delle cave di marmo si fa più evidente, disegnando linee geometriche sul fianco delle Alpi Apuane. Poi, una volta in città, ci si accorge che qui il marmo bianco che ha reso celebre nel mondo questo angolo di Toscana è ovunque, impiegato come comune materiale da costruzione. Lo si trova persino nei bar, usato per i tavolini, i portacenere, i sottobicchieri e così via, e in tutte le case, anche le meno appariscenti, come soglia dei portoni o per i davanzali, i gradini e così via. Qui si vive di marmo, letteralmente, perché non c’è famiglia che non abbia qualcuno immerso nel mondo a sé stante delle cave. Materia prima preziosa sfruttata già ai tempi dei romani, che venivano qui per scegliere i migliori filoni e costruirci poi monumenti straordinari giunti anche a noi. L’attività estrattiva conobbe il maggiore sviluppo sotto Giulio Cesare, nella seconda metà del I a.C., periodo in cui l’esportazione avveniva tramite il porto di Luni, da cui deriva la dizione “marmo lunense. Ben nota è invece la predilezione che Michelangelo ebbe per il marmo di Carrara, che veniva fin qui per scegliere personalmente i blocchi migliori, da cui trarre poi capolavori come il David esposto in Piazza della Signoria a Firenze. Sulle sue orme, anche numerosi grandi artisti di arte contemporanea fanno lo stesso, scegliendo direttamente in cava il pezzo adatto a ciò che la loro creatività vede già.

Le cave possono essere di due tipi: chiuse e a cielo aperto, e con il passare del tempo, più vengono sfruttate più assomigliamo a gradinate di anfiteatri. Chi volesse vedere da vicino ciò che significa il lavoro in cava, può prenotare un’escursione guidata, durante la quale c’è modo di apprezzare le diverse tipologie di marmo e di conoscere le tecniche estrattive, da primitivi cunei di legno, al sistema della “tagliata” dei romani, al rivoluzionario “filo elicoidale”, all’attuale filo “diamantato”, tanto veloce quanto pericoloso.

Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana

In tutta Italia, i prodotti certificati DOP e IGP sono una cosa seria, tanto che in Toscana, realtà che forse più di altre ha fatto del turismo enogastronomico un suo vessillo, le Strade cosiddette del Vino, dell’Olio e dei Sapori sono state le prime del Paese a riunirsi in una Federazione, sin dal 2001, creando una sede di rappresentanza nel borgo di Montespertoli, in provincia di Firenze. Da qui, prendono abbrivio progetti di promozione delle eccellenze del territorio capaci di farle letteralmente arrivare in ogni angolo del mondo, instillando così il desiderio di godere di persona, prima con lo sguardo e poi con il palato, di tanta bellezza e bontà.

Per intraprendere uno di questi 20 percorsi che attraversano tutta la Regione basta però tenere gli occhi aperti lungo le provinciali o le mille strade bianche che “ricamano” le inconfondibili colline della Toscana: il territorio è infatti disseminato dei tipici cartelli marroni che identificano tali itinerari, in un saliscendi continuo fra viali di cipressi, distese di filari di vite e uliveti punteggiati di nobili castelli, torri, pievi, abbazie e cascine in pietra color dell’ocra dove è lecito sognare una vacanza di puro relax. Un insieme che sembra uscito da un quadro d’altri tempi, che regala la piacevolezza di panorami unici, da incorniciare in una foto, in un ricordo.

Le tappe segnalate lungo le Strade – agriturismi, aziende agricole, musei dedicati a culture antiche e botteghe artigiane – sono un invito a fermarsi, a respirare a pieni polmoni, a conoscere chi ogni giorno si dedica con passione alla terra, coltivando vini autoctoni e olio che il mondo ci invidia, e con essi gli altri molti prodotti, spesso tutelati dai rigorosi disciplinari dei Consorzi o riconosciuti come DOP o IGP. Abbondanza di sapori che, tradotta in numeri, ad oggi conta ben 30 di queste eccellenze certificate, fra 15 DOP e 15 IGP Made in Tuscany.

Riviera Apuana Terra Scolpita

Si chiama Riviera Apuana, perché di mare si tratta, ma con il suo nome richiama quella favolosa quinta teatrale marmorea che c’è alle sue spalle, le Alpi Apuane. Meno di 20 minuti di strada per passare da Marina di Massa e Marina di Carrara alle rispettive città “a monte”, Montignoso, Massa e Carrara , quest’ultima nota per il celebre marmo candido esportato in tutto il mondo. Le Alpi, alte fino a sfiorare i 2000 metri, sono in realtà parte del Subappennino toscano e, con la loro teoria di cime spezzate dalle cave aperte, scandiscono la linea dell’orizzonte visibile dalla battigia.

Diverse sono le attrazioni che compongono questa destinazione, a partire dalle specialità culinarie (lardo di Colonnata e vino Candia dei Colli Apuani) fino ad arrivare alle attrazioni naturalistiche (Orto Botanico, Litorale e Parco delle Alpi Apuane) nonché quelle culturali e della lavorazione del marmo che rendono questo luogo unico in tutte le sue sfaccettature.

Lunigiana

C’è la dicotomia fra Liguria e Toscana, fra l’Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane. La Lunigiana, a metà fra provincia di La Spezia e di Massa-Carrara, si presenta così, con l’animo diviso di una terra di confine, geografico e storico. Nei 14 Comuni che la compongono – una volta visitato il Museo Nazionale e Zona Archeologica di Luni, il più vasto e importante sito del Levante Ligure da cui deriva il toponimo stesso di Lunigiana – ci si può immergere nelle atmosfere medievali delle pievi romaniche di Fosdinovo, delle possenti mura di Caprigliola e della fortezza della Brunella ad Aulla.

Da sempre attraversata da eserciti e pellegrini, da mercanti e pastori, conserva un tratto di Via Francigena, che oggi rimarca antichi sentieri e mulattiere adattati alla pratica del trekking. I moderni viandanti possono così percorrere un affascinante viaggio indietro nel tempo, fra decine di castelli, torri d’avvistamento e fortezze arroccate, circondati da foreste e vallate dove domina il silenzio. A ritemprare i pellegrini d’oggi ci sono i piatti e i prodotti della tradizione locale: testaroli al pesto, torte d’erbe, focaccette di Aulla, panigacci di Podenzana e l’immancabile castagnaccio.

Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana

La Toscana come destinazione sciistica. Per chi non è “local”, un’idea non proprio così scontata e immediata. Invece, in modo quasi sorprendente, la Regione assomma comprensori sciistici di tutto rispetto, in grado di attirare e soddisfare gli appassionati di discesa, fondo e snow board.

Nel loro insieme, i 5 comprensori sciistici toscani arrivano a contare 81 km di piste e 37 impianti di risalita. Partendo da Nord, il primo che si incontra è quello dell’Abetone Val di Luce, in provincia di Pistoia, che offre 44 km di piste – di cui circa 30 km classificate come “rosse” e 1,3 di “nere” – servite da 17 impianti distribuiti fra i 1240 e i 1892 metri di quota. Più contenuto ma pur sempre divertente è il Comprensorio sciistico del Monte Amiata, in provincia di Siena, 10 km per 8 piste fra i 1370 e i 1738 metri.

Quello della Doganaccia 2000 – Cutigliano è considerato il più interessante della montagna pistoiese, e si snoda per 15 km di tracciati, buoni anche per chi pratica sci alpinismo e ciaspola, fra i 1446 e i 1795 metri. Gli ampi spazi aperti su cui si apre il panorama fanno da richiamo per chi pratica parapendio e snow kite. Due gli anelli di fondo, uno che fa il periplo del Lago di San Gualberto e l’altro al Passo della Croce Arcana. Al Passo dei due Santi, in provincia di Massa-Carrara, si fa tappa per il Comprensorio sciistico di Zum Zeri: 8 i km di piste per discesa e sbowboard, compresi fra quota 1370 e 1588.
Anche la provincia di Lucca ha il suo “punto di appoggio” sulla neve, con il Comprensorio sciistico Castiglione di Garfagnana, 2 impianti a quota 1320-1420, giusto per chi vuole togliersi lo sfizio di mettere gli sci ai piedi a meno di un’ora dal mare.

Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana

Nel ventre delle verdi colline della Toscana si formato acque medicamentose, che sin dai tempi degli Etruschi e poi dei Romani, vengono sfruttate per le loro proprietà curative, oltre che come fonti attorno alle quali costruire quelle che ieri erano “stazioni termali”, oggi “wellness destination” a tutto tondo. Il tour del benessere in terra di Toscana inizia nella provincia di Pistoia, dove si trovano due degli impianti più antichi e rinomati della Regione: le Terme di Montecatini, attive dal 1773, sono inserite fra le Great Spa Towns of Europe e nel listing del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, e trovano il loro cuore in un Parco Termale con ben quattro diverse Fonti Termali, fra cui la Leopoldina, dall’affascinante architettura Liberty. Il secondo spot pistoiese è quello delle Grotte Parlanti e Giusti di Monsummano Terme, che ha la particolarità unica al mondo di comprendere una vasta cavità carsica oggi sfruttata per alcuni trattamenti, così come unica è l’occasione di dedicarsi a relax e cure fra stalattiti e stalagmiti da ammirare.

Fra le Alpi Apuane e la catena principale dell’Appennino Tosco-Emiliano si adagia invece il borgo di Bagni di Lucca, dove sgorga una sorgente a 45-54 °C, nota e sfruttata da oltre duemila anni. Di qui sono passati artisti e personalità di ogni epoca, dai Duchi di Borbone ai Bonaparte, dai Granduchi di Toscana a Lord Byron e Shelley.
Nel pisano sono tre i punti di riferimento: Terme Bagni di Pisa, a San Giuliano Terme, e Terme di Casciana, fra le più antiche d’Italia, cui si aggiunge Uliveto Terme, a Vicopicano, nome ormai di richiamo internazionale per le sue acque bicarbonate commercializzate in tutto il mondo.

In Garfagnana, provincia di Massa e Carrara, ecco le Terme di Equi, a ridosso di una delle cime più maestose delle Alpi Apuane, il Pizzo dell’Uccello, con grotte e sorgenti da scoprire anche in ampi percorsi trekking, e Terme della Versilia, a Cinquale, nel Comune di Montignoso, situate nello splendido Parco di Villa Undulna. Una volta giunti sulla costa tirrenica, non resta che proseguire più a Sud, in provincia di Livorno, dove a Campiglia Marittima si possono testare sulla propria pelle le acque delle Terme di Venturina. Si torna verso l’entroterra, e precisamente a Rapolano Terme, per sperimentare la piacevolezza delle Terme di San Giovanni, affacciate su una sorta di belvedere sulle Crete Senesi, Infine, nel grossetano, fra le numerose sorgenti della zona vale la pena puntare sulla “cascatelle” di Terme di Saturnia, affascinanti per il contesto naturalistico e per la possibilità di fare il bagno in un cratere vulcanico estinto, che una leggenda vuole creato da una saetta scagliata da Saturno.

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