Basilica di San Valentino

Comune di TERNI

  • Chiese e luoghi di culto

Attorno alla figura di San Valentino sono nate e fiorite numerose leggende, alcune legate a guarigioni miracolose, altre connesse a riappacificamenti di coppie di fidanzati in lite. Nato a Terni nel IV secolo d.C., Valentino fu il primo vescovo della città umbra, martirizzato per decapitazione la notte del 14 febbraio 347 sul luogo dove, poco dopo, sorse la Basilica a lui dedicata.

Da lì, in memoria delle sue opere benefiche verso malati e fidanzati, il suo “dies natalis” è stato consacrato a Festa degli Innamorati, celebrato in tutto il mondo con il gesto simbolico di un dono floreale. Tale usanza avrebbe un’origine precisa: si dice che Valentino avrebbe infatti offerto un fiore a una coppia, che grazie alla Rosa della Riconciliazione sarebbe tornata serena.

All’interno della Basilica, rivista più volte nel corso dei secoli fino ad assumere l’attuale aspetto in stile barocco, sono conservate le reliquie del Vescovo Martire. Molti i visitatori illustri che vi hanno fatto tappa nel corso dei secoli: nel 742 l’edificio fu scelto come sede dello storico incontro fra il re longobardo Liutprando e Papa Zaccaria, proprio in virtù della presenza della salma del santo che si diceva avesse proprietà taumaturgiche.

Nel 1626 vi fece invece sosta Leopoldo V d’Austria, che in seguito fece costruire un nuovo altare maggiore in marmo, dietro al quale si trova il coro con la cosiddetta Confessione di San Valentino, ovvero un secondo altare eretto sulla tomba originaria di sepoltura di San Valentino.

Gli del luogo

Basilica di San Valentino

Turista

Culturale

  • Turista

    Culturale

NAVIGA PER PUNTI DI INTERESSE

Esplora il territorio

Scopri le attrazioni più interessanti

  • Culturale Materiale

Statua Bronzea del Germanico

Amelia, Umbria

Le campagne del Centro Italia sono da sempre foriere di belle sorprese, di regali inaspettati che ci ha lasciato la storia. Come quello datato 1963, che ha visto riemergere dal sottosuolo di Amelia, in provincia di Terni, la statua bronzea del generale romano Nerone Claudio Druso, detto Germanico, che oggi fa bella mostra di sé nel Museo Civico Archeologico della cittadina umbra.

Alta più di due metri, la statua raffigura un fiero condottiero armato e coperto da una corazza riccamente adorna, nell’atto della cosiddetta Adlocutio, il gesto di spronare i soldati alla battaglia.

Ma chi era Germanico Cesare? Gli annali raccontano le gesta di questo principe designato all’Impero romano, morto a soli 34 anni nel 19 d.C. ad Antiochia, in Siria, all’apice della carriera politica e della popolarità. La tradizione vuole che le sue ceneri furono riportate a Roma dalla moglie Agrippina accompagnata dai figli, tra i quali il futuro imperatore Caligola.

 

Scopri di più arrow-right
  • Eccellenze naturalistiche

Oasi naturalistica del Lago di Alviano

Terni, Umbria

Avvicinarsi all’Oasi Naturalistica del Lago di Alviano, nel ternano, sembra un gioco di scatole cinesi, perché i suoi 900 ettari si trovano inclusi nel Parco Fluviale del Tevere, a sua volta parte del Parco Regionale dell’Umbria, che comprende anche il Lago di Corbara e le Gole del Forello.

Un complesso intreccio di ambienti naturali che fanno di questa oasi WWF in provincia di Terni una delle più vaste d’Italia, rara e preziosa anche perché comprende tutti gli ambienti tipici delle zone umide ad acqua dolce: palude, stagno, acquitrini, marcita e bosco igrofilo tra i più estesi dell’Italia centrale, con ambienti acquatici scomparsi da oltre un secolo.

Creata nel 1990, l’Oasi Naturalistica del Lago di Alviano è oggi un Sito d’Importanza Comunitaria e anche una Zona di Protezione Speciale, scrigno di biodiversità da tutelare e tramandare alle future generazioni.

Scopri di più arrow-right
  • Siti archeologici

Area Archeologica Carsulae

Terni, Umbria

Carsulae – Sydney. Migliaia di chilometri di distanza, eppure questa piccola città in provincia di Terni e la megalopoli australiana sono legate da un filo, in grado di riportarci indietro nel tempo di circa duemila e cinquecento anni.

Sorta nel V secolo a.C., si può quasi dire che Carsulae sia stata scoperta più e più volte. Nel suo destino, che ha attraversato più di venticinque secoli, le campagne di scavo sono infatti state molteplici, a partire dal Cinquecento in poi, fino alle più recenti guidate appunto dalla Maquarie University di Sydney.

Sebbene i primi insediamenti risalgano all’epoca pre-romana, è con la costruzione della Via consolare Flaminia, nel 221 a.C., che la città vive il suo periodo di massimo splendore, di cui oggi sono stati riportati alla luce una grande quantità di monumenti e di strutture edilizie, oltre ad una serie di iscrizioni. Simbolo del sito archeologico è il cosiddetto Arco di San Damiano, insieme all’Anfiteatro, ai Tempi gemelli e a ciò che rimane delle Terme.

Scopri di più arrow-right
  • Culturale Materiale

Narni Sotteranea

Terni, Umbria

Il Convento di San Domenico a Narni è la porta di accesso a un mondo nascosto e misterioso, fatto di corridoi e ambienti ipogei noti come Narni Sotterranea. Nel 1979, sei giovani speleologi scoprono per caso la chiesa del XII secolo che si sviluppa proprio sotto il convento.

E’ l’inizio di una serie di scavi e perlustrazioni che in breve tempo portano al recupero di una fitta ramificazione di vie sotterranee, oggi in parte aperte al pubblico per le visite guidate. Dalla chiesa, attraversando un muro si accede a una cisterna di epoca romana, probabile resto di una ricca domus.

Da qui, percorrendo un lungo corridoio, si entra in una grande sala, in origine adibita a sede degli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione. Era la cosiddetta Stanza dei Tormenti, appellativo ritrovato nei documenti degli Archivi Vaticani e, grazie a chissà quale link di connessione, persino al Trinity College di Dublino.

Scopri di più arrow-right
  • Eccellenze naturalistiche

Lago di Piediluco

Terni, Umbria

Scorci e panorami incantati, natura incontaminata, un delizioso borgo di pescatori con tanto di rovine di una fortezza medievale. Il Lago di Piediluco, alle propaggini dell’Appennino Umbro, nel ternano, ha tutti gli ingredienti per essere un locus amoenus, che per questa sua gradevolezza in passato ha attirato e ispirato numerosi artisti, facendo diventare questo specchio d’acqua una tappa d’obbligo nel Grand Tour.

Fra gli habitué ci furono per esempio lo scrittore Richard Lassels, autore di An Italian Voyage, e il pittore Jean-Baptiste Camille Corot, ammaliati anche dal colore verde smeraldo del lago, che in inverno si tinge del bianco delle nevi del Terminillo.

Fra le curiosità del Lago di Piediluco c’è senz’altro quella legata al toponimo, che rimanda all’essenza del paesaggio in cui è collocato, “ai piedi del bosco sacro”, oltre a quella di essere una meta ideale per la pratica degli sport acquatici, tanto da essere stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero. Infine, il suo emissario, il fiume Velino, è deviato verso Marmore, andando a formare insieme al fiume Nera la Cascata delle Marmore.

Scopri di più arrow-right
  • Culturale Materiale

La Scarzuola

Montegabbione, Umbria

Da una parte il sacro e l’ultraterreno, dall’altra l’immaginifico e il sogno. Due “mondi” che si incontrano a Montegiove, piccola frazione del Comune di Montegabbione, in provincia di Terni: qui, fra il 1958 e il 1978, accanto a un convento medievale dove avrebbe soggiornato San Francesco, l’architetto Tomaso Buzzi – già artefice insieme a Piero Portaluppi di Villa Necchi Campiglio a Milano – realizza La Scarzuola, modello di “città ideale” composto dall’insieme di sette diverse scene teatrali, metafore di vita anche per la loro voluta incompiutezza, allusive al mistero assoluto dell’esistenza.

Durante la visita del complesso, che si sviluppa dentro una spirale formata da vari pergolati, basta guardarsi attorno per cogliere molti riferimenti simbolici, esoterici, illuministi, anche a precedenti architettonici importanti: passando dall’anfiteatro al Teatro Agnostico, al Teatro Erboso a quello delle api e al labirinto musicale, ecco sfilare i riferimenti a Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, all’Acropoli di Atene, al Parco di Bomarzo, ai ben noti stilemi di Andrea Palladio.

Il risultato è che La Scarzuola è oggi un compendio del meglio dell’architettura di tutti i tempi, ulteriormente arricchito e reso disponibile al pubblico dal proprietario succeduto al Buzzi, Marco Solari, nipote dell’architetto milanese.

Scopri di più arrow-right
  • Riserve

Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia

San Venanzo, Umbria

I 40 mila ettari della Riserva Naturale del Monte Peglia si distribuiscono sul territorio di quattro comuni del ternano – San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle – preservati nel tempo dal forte incremento demografico registrato da altri centri dell’Umbria e dalla conseguente urbanizzazione della campagna.

Anzi, se c’è una caratteristica che salta subito all’occhio visitando la zona, dal 2018 Riserva Mondiale Biosfera Unesco, è proprio il suo essere rimasta selvaggia, racchiusa tra i bacini fluviali del Tevere e del Peglia, fra le colline del Lago Trasimeno e i rilievi maggiori dell’Appennino Umbro, quali per esempio il Monte Peglia.

La grande varietà di flora comprende leccio, cerro, quercia e acero, carpino nero, erica arborea e corbezzolo, popolata da ben 44 specie di mammiferi selvatici. Un’escursione sul Monte Peglia può poi portare ad ammirare giacimenti preistorici risalenti a più di 700.000 anni fa, e ciò che rimane di due vulcani spenti a San Venanzo, borgo sorto sul crinale di uno di essi.

Gli appassionati di geologia saranno contenti di sapere che qui è possibile osservare un ensemble di rocce rarissime che in tutto il globo sono presenti solo a Quing Ling in Cina, a Bunyaruguru, Katwe Kykorongo in Uganda e a Mata de Corda in Brasile.

Scopri di più arrow-right
  • Culturale Materiale

Pozzo di San Patrizio e Orvieto sotterranea

Orvieto, Umbria

Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto è un autentico capolavoro di ingegneria, ancora oggi ammirato da chi per mestiere costruisce, progetta, sogna di realizzare qualcosa di unico e originale. Caratteristiche che distinguono appunto il pozzo da cinque secoli.

A disegnarlo fu fra il 1527 e il 1537 Antonio da Sangallo il Giovane, per volere di Clementi VII che, dopo la tragica esperienza del Sacco di Roma, volle così tutelare la città di Orvieto da eventuali incursioni nemiche, garantendo un afflusso costante di acqua, alimentato da una sorgente naturale posta sul fondo. Due rampe elicoidali scavate nel tufo, una per la discesa e una per la risalita disposte a formare un cilindro di 13 metri di diametro con 72 finestroni, consentivano di trasportare con i muli l’acqua estratta a una sessantina di metri di profondità.

Oggi, i 248 gradini sono percorsi da una media di 175.000 visitatori all’anno, affascinati da questa straordinaria struttura, simbolo della città insieme al Pozzo della Cava, voluto sempre da Papa Clemente VII, generato dal complesso di nove grotte ricche di ritrovamenti etruschi, medioevali e rinascimentali.

Questi luoghi sono solo un entrée di ciò che offre Orvieto Sotterranea, il cui tour guidato rende accessibili un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine.

Scopri di più arrow-right
  • Eccellenze naturalistiche